Aree interne: Comunicato Finale

Benevento, Centro “La Pace”, 30-31 agosto 2022

Come vescovi provenienti da tutto il Paese, riuniti a Benevento per riflettere sui criteri di discernimento con l’obiettivo di elaborare una pastorale per le Aree interne, ringraziamo anzitutto il Signore per l’esperienza di comunione vissuta: questi giorni ci hanno aiutato a conoscerci meglio e a stabilire relazioni più fraterne tra noi, a fare esperienza di sinodalità, a “crescere nel servizio alla comunione”, “tutti insieme, in unità e senza campanilismi”, come ci ha chiesto, nella sua lettera, Papa Francesco.

Le Aree interne costituiscono una larga porzione del Paese, accomunata da alcune criticità, depositaria di straordinarie ricchezze e tuttavia diversificata: sono, per analogia, come la piccola Nazareth, marginale, eppure custode della realtà più preziosa. Non ci rassegniamo ad accompagnarle alla fine, in una sorta di accanimento terapeutico, ma vogliamo costituirci baluardo, forza per difenderle, dando vita a reti solidali capaci di attivare sinergie. Chiediamo alla politica interventi seri, concreti, intelligenti, ispirati da una progettualità prospettica, non viziata da angusti interessi o tornaconti elettorali: in tal senso, qualora entrasse in vigore l’autonomia differenziata, ciò non farebbe altro che accrescere le diseguaglianze nel Paese; come comunità cristiana vogliamo crescere nella consapevolezza e nella partecipazione.

Molte le questioni poste sul tappeto, alle quali non è stato possibile dare adeguate risposte. Ci è chiesto, in ogni caso, il coraggio di uscire da schemi ormai sclerotizzati, di rompere con la logica del “si è sempre fatto così”, per ripensare il rapporto tradizione/innovazione, disponibili ad ascoltare la voce dello Spirito, a restituire il primato effettivo alla Parola di Dio e all’annuncio del Vangelo, anche per meglio integrare una pastorale sovente sbilanciata sull’ambito cultuale liturgico.

Dobbiamo, in tal senso, ripensare l’esercizio del ministero presbiterale e promuovere con decisione il sacerdozio comune di tutti i battezzati, una ministerialità diversificata e responsabile, la valorizzazione del diaconato permanente, le forze del laicato, quello femminile in particolar modo, che costituisce una parte consistente del tessuto delle nostre comunità, senza dimenticare eremiti e comunità monastiche, che nelle Aree interne più isolate sono la forza segreta che mantiene in vita tante energie. Dobbiamo soprattutto puntare sulla qualità delle relazioni, perché è di questo che c’è estremo bisogno. La presenza numerosa degli anziani costituisce, in queste nostre realtà, un patrimonio di umanità e di esperienze di vita che va assolutamente valorizzato.

I flussi migratori possono costituire un’opportunità per ravvivare molte realtà soggette a un decremento progressivo della popolazione, ma è necessario affinare sempre più la disponibilità all’ascolto, ad assumere, nel rispetto della legge, logiche inclusive, non di esclusione.

Noi c’impegniamo a restare: la Chiesa non vuole abbandonare questi territori, senza per questo irrigidirsi in forme, stili e abitudini che finirebbero per sclerotizzarla. In tal senso c’impegniamo ad aiutare i nostri giovani che vogliono restare, cercando di offrire loro solidarietà concreta, e c’impegniamo ad accompagnare quelli che vogliono andare, con la speranza di vederli un giorno tornare arricchiti di competenze ed esperienze nuove.

Sentiamo risuonare, viva, la voce del profeta: “Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?” (Is 21,11). Risponde l’Apostolo: “La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Rm 13,12). Alla Chiesa, a noi stessi in primo luogo, alla società, alla politica, chiediamo di prendere sul serio tale esortazione. Le Aree interne, dove la vita non vuole morire, possono divenire un laboratorio d’idee, una risorsa viva, un tesoro straordinario per tutto il Paese: sta a noi, tutti insieme – pastori, comunità cristiana, società civile, politica –, far sì che tale auspicio diventi realtà.

Vescovi Aree Interne 2022 : Messaggio di Papa Francesco

Ai Cari  Fratelli   nell’Episcopato delle  zone  italiane    cosiddette   “interne”
Il vostro   ritrovarvi  per  condividere   proposte   e progetti  in  vista di   una    fruttuosa    pastorale    nei   territori   delle   vostre    Diocesi,    è segno   di  un   impegno  a  crescere  nel   servizio alla   comunione. Desidero   esprimere   apprezzamento    per    questo     cammino   di confronto  e  di  amicizia,  che  richiede  di  essere   percorso  con  la mente   e il cuore   aperti,   per  testimoniare  una   Chiesa   inclusiva e senza  barriere nella  quale  ognuno   possa   sentirsi   accolto.

In   questa     prospettiva,    è   quanto     mai    necessario    essere animati    dal  desiderio  di  raggiungere  tutti,   affinché nessuno   sia escluso   dall’annuncio  del  Vangelo. Le idee  missionarie  e i piani pastorali  non  possono  prescindere  da  questo   punto   fermo: nella Chiesa   c’è  posto   per  tutti!   Si tratta   di fissare   lo sguardo  ai vasti orizzonti esistenziali, di uscire  dai propri  schemi  ristretti, in atteggiamento  di umile  docilità  allo Spirito  Santo.

Di   fronte    alle   difficoltà  dei   territori   in   cui   vivete,   siete chiamati  ad aiutare   i sacerdoti,  i consacrati  e i fedeli laici  che  più da  vicino condividono la  vostra   missione  ad  essere   lievito nella pasta   del  mondo.  Tutti   insieme,  in  unità   e  senza   campanilismi, non stancatevi di porre  gesti di attenzione alla vita umana,   alla salvaguardia  del  creato,   alla  dignità   del  lavoro, ai problemi delle famiglie, alla  situazione  degli  anziani   e di quanti   sono  ai margini della   società.   Così   sarete    immagine  dinamica  e  bella   di  una Chiesa   che  vive accanto   alle  persone,  con  una   predilezione per  i più   deboli, che  è  al  servizio del  popolo santo   di  Dio  perché   si edifichi nell’unità  della  fede,  della  speranza  e della  carità.

Cari  Fratelli   nell’Episcopato,  auspico   che  il  vostro   incontro possa  essere  una  fruttuosa  esperienza fraterna   e ritorni  a beneficio dei fedeli affidati alle vostre  cure  pastorali.

Prego   per   voi  e  per   le  vostre   comunità,   affinché  possiate sempre   testimoniare  il Vangelo con  lo stile  della  dolcezza e della misericordia.  Vi affido  alla  materna    protezione  della  Madonna e di  cuore   vi  invio  la  mia  Benedizione,  chiedendovi  per  favore di pregare  per  me.

Roma, San  Giovanni in Laterano,  12 agosto 2022

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