“Vieni qui, ma portati gli occhi e il cuore”

“Vieni qui, ma portati gli occhi e il cuore”.
È la frase con cui inizia il ritornello della canzone intitolata “Anche fragile”, di Elisa.
Poche parole che esprimono il profondo desiderio di una presenza non solo fisica né superficiale ma anche spirituale, vale a dire autentica, discreta e leale. Desiderio sempre acceso ma che nel tempo della fragilità diventa davvero intenso.

Nel brano Elisa fa risaltare ciò che è presente in ognuno di noi: forza e fragilità, sottolineando particolarmente quest’ultima, forse perché riconoscere e accettare la propria fragilità e quella degli altri non è così semplice, richiede tanta umiltà in entrambi i casi. Ma credo, solo chi si mostra come è veramente può gustare la bellezza di essere accolto nella verità.

Un invito, dunque, a lasciarci coinvolgere dai sentimenti degli altri e condividere anche i nostri, senza paura.

Lo diceva San Paolo, “piangere con chi piange e gioire con chi gioisce”. Questo significa portare gli occhi e il cuore nelle nostre relazioni.

A me piace, e a te?👍
Ascolta e pensaci!
Fratel Jonathan jc

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7 commenti su ““Vieni qui, ma portati gli occhi e il cuore””

  1. Pensiero profondo e ricco di significato. Fa riflettere molto e permette di scoprire noi stessi, le nostre paure e i nostri desideri in modo da conoscerci in maniera più approfondita senza nascondersi dietro a mille volti che ci costruiamo ogni giorno solo per essere accettati dagli altri.

    1. Nascondere il nostro vero volto, vale a dire la nostra bellezza che ingloba forza e fragilità, significa negarsi la possibilità di essere accolti per ciò che veramente si è.

      Grazie Francesca!

  2. Mi piace! Ho sempre pensato che è proprio nel mostrarsi fragili che risiede il nostro vero coraggio. Grazie Padre Jonathan per questo prezioso spunto di riflessione. Mi vengono in mente le parole di Papa Francesco riportate nel libro “Ti auguro il sorriso” : “La vera gioia non viene dalle cose, dall’avere, no! Nasce dall’incontro, dalla relazione con gli altri, nasce dal sentirsi accettati, compresi, amati e dall’accettare, dal comprendere e dall’amare”.

    1. …è sempre san Paolo a dire che “quando sono debole, è allora che sono forte”. Sembra una contraddizione, ma in è la verità: dove inizia il limite umano lì comincia anche lo spazio di Dio.

      Grazie a te Alessandra!

  3. Anche nei momenti fragili,più bui bisogna sempre avere la forza di rialzarsi e non aver vergogna di nascondere le proprie paure debolezze, ma avere il coraggio di condividerle con gli altri.

    1. Proprio così, spesso il nascondere le nostre paure ci espone alla solitudine e ci priva dell’aiuto degli altri… e anche dell’Altro.

  4. Grazie Jonathan per questa bellissima riflessione.Ci fa rivalutare il valore della fragilità,leggendola non in chiave di limite ma di opportunità.
    Accolgo l’esortazione a porci nei confronti dell’altro con i nostri difetti e con i nostri limiti, perché non esiste selezione nell’amore di Gesù,nessun requisito,ne’ merito.
    Possiamo tutti fare esperienza dell’incontro con lui nella nostra vita attraverso il prossimo,con la giusta disponibilità,con empatia, portando con noi…. il cuore. Letizia

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