#19 Don Salvatore Risponde

Don Salvatore è da un po’ che ci penso: la mia fede trova espressione in quello che sono e in quello che faccio, a volte nella grande comunità che si chiama Chiesa e a volte, più spesso, nella mia silenziosa intimità con il Signore. Non sempre, infatti, ho voglia di partecipare, per motivi anche apparentemente semplici. Serve vivere la fede in comunità? Qual è il mio ruolo in essa? La Chiesa continuerebbe ad esistere, anche senza la mia presenza…

Una famiglia che perde un figlio continua ad esistere? Un amico che perde un’amicizia continua ad esistere? Noi quando perdiamo qualcuno o qualcosa di prezioso continuiamo ad esistere?
Certamente sì, ma non è la stessa cosa. Qualcuno che non si incontra più non è prezioso per ciò che rendeva, ma per la sua stessa presenza. Siamo corpo di Cristo e quando qualcuno manca è il suo corpo ad essere moncato. Oggi è facile dire che il corpo reale di Cristo è nell’Eucarestia e il corpo mistico nella Chiesa, semplicemente perché abbiamo smarrito l’importanza di essere membra del Signore. Siamo bravi a fare processioni di riparazione quando l’Eucarestia è profanata, mentre non facciamo attenzione all’adulterio ecclesiale di perdere fratelli e sorelle nella comunità. Il servizio che facciamo in una comunità ci ricorda Chi serviamo, il Signore, attraverso fratelli e sorelle fatti di limiti e difetti. Il fatto di incontrarci in Comunità ci ricorda che siamo figli di Dio. Se siamo figli, anche fratelli.
‘Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede’ (1 Pietro 8, 5-9).
In questa frase della Bibbia il diavolo è visto come una bestia che, spaventando il gregge nel recinto, per paura fa fuggire qualcuna dal gruppo. Lontano dal recinto rischiamo grosso.
La tentazione è uscire dal recinto in nome di una libertà presunta, ma con il rischio di perdersi.
Il rapporto personale con Dio è qualcosa di meraviglioso e va coltivato, ma tutti abbiamo bisogno di una comunità, a cominciare dal Papa. È così che sono nate le grandi divisioni e scismi, in nome di una tentazione vestita di buone intenzioni.
Credo che ognuno abbia bisogno non tanto di ciò che fa l’altro, ma del suo esserci. Ogni persona in meno in una famiglia o una comunità è un delitto. Voglio dirti che sei preziosissimo/a e nessuno potrà mai sostituirti perché unico/a e irripetibile.
Sei un dono e ognuno ha bisogno della tua luce, come tu, pur non immaginandolo, hai bisogno degli altri.
Pregherò il Signore perché possa incontrarti in comunità e, con te, portare la comunità nei tuoi sogni fatti di trepidanti attese e danzanti speranze.
Ti ringrazio e ti ricordo nella preghiera.

Don Salvatore

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