*8 Maggio: L’Apparizione di San Michele Arcangelo e la Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO
SABATO 8 MAGGIO 2021

ORE 10.30 – SANTO ROSARIO E LITANIE LAURETANE
ORE 11.00 – SANTA MESSA
ORE 12.00 – SUPPLICA ALLA REGINA DEL SS. ROSARIO DI POMPEI

INNO A SAN MICHELE

1
TU CHE IN CIELO ALI D’ORO DISTENDI
SAN MICHELE FULGENTE DI GLORIA
SUL NEMICO CANTANDO VITTORIA
CHI L’EGUALE DI DIO SARA’

2
TU POSSENTE LE ANGELICHE SCHIERE
CONTRO SPIRITI RIBELLI GUIDASTI
OR CI AIUTI A COMBATTER NEFASTI
I NEMICI DI CRISTO E DEL BEN

3
TU LA CHIESA DI CRISTO PROTEGGI
DI SUA LUCE S’ILLUMINI IL MONDO
SI CHE GLI UOMINI AL LIDO GIOCONDO
PORTI UN DI’ NELL’ETERNO GIOIR

RITORNELLO
DISCENDI ARCANGELO BELLO
LA FEDE PORTA L’AMORE
REGNI NEI CUORI IL SIGNORE
SICCOME REGNA REGNA NEL CIEL
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ANTICO INNO A SAN MICHELE

SUPPLICA ALLA REGINA DEL SS. ROSARIO DI POMPEI:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie. Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono. O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.

Ave Maria

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!

Ave Maria

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.

Ave Maria

Chiediamo la benedizione a Maria

Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen.

Salve Regina

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ATTO DI AFFIDAMENTO ALL’ARCANGELO MICHELE

2 commenti su “*8 Maggio: L’Apparizione di San Michele Arcangelo e la Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei”

  1. AUGURI ALLA COMUNITÀ PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO IN MONTELLA, 8 MAGGIO 2021.

    Carissimi, in questi giorni, per la nostra parrocchia è e deve essere un momento di festa, l’ 8/5 ricorda il patrocinio su di essa di S.Michele Arcangelo, insieme ai compatroni SS.Pietro e Paolo e S.Nicola. Per questo come si fa a Natale o a Pasqua, voglio porgere i miei più sinceri auguri a tutta la comunità parrocchiale e un ringraziamento per come anche nelle difficoltà continua ancora a svolgere la sua missione, il riunirsi in comunione alla mensa eucaristica in mezzo alle nostre case. Allo stato attuale, questo sta avvenendo, grazie a sacerdoti che fanno molti chilometri A/R per portarci Gesù Eucaristia e non solo, questo vale sia per l’amministratore parrocchiale, Don Enzo, e ancor di più per i Piccoli Fratelli di Gesù, insieme a Don Salvatore. Grazie! Le novità in campo comunicativo da essi portate, il bisogno di stringersi, di compattarci spiritualmente, tra di noi e anche con coloro che in questo momento ci guardano dall’alto, durante le difficoltà di questo tempo presente di solitudine imposta dalla pandemia, noto che hanno generato un certo entusiasmo, accentuando così quel senso di partecipazione e appartenenza alla parrocchia, da non abbandonare, che aveva bisogno di ritrovarsi dopo la perdita della sua guida per tanti anni.
    Ma l’entusiasmo è così, può bastare poco per accendersi, ma anche poco per spegnersi. Prima di prendermi gli insulti, voglio chiarire che quello che sto per scrivere sono pensieri frutto di esperienze passate in altri ambiti, non sono né giudizi e non sono neppure un analisi e ne tantomeno sono la persona indicata a farla. Nemmeno consigli, di cui non ne avete certo bisogno, sono solo alcune opinioni soggettive rivolte con l’intento e l’auspicio sincero che questo entusiasmo rimanga sempre stabile nel tempo.
    Le cause possono essere molte, può svanire l’effetto novità, alle prime incomprensioni, magari a causa di futuri cambiamenti, dopo un pò incomincia a prendere piede la nostalgia, rimpiangendo i tempi passati. Anche lo stesso attaccamento alla parrocchia, se male interpretato può portare a rinchiudersi più del dovuto nei propri gruppi, spirituali e non, sia fisici che digitali. La perdita di un parroco dalla personalità forte, paterna, che per come ho potuto constatare, amava e trattava tutti allo stesso modo, che per molti anni con il suo carisma, la sua forza e la sua autorevolezza era capace di tenere tutti uniti, si faceva quello che diceva lui, per intenderci, se da un lato permette alle persone di esprimersi di più, ognuna a modo suo, quasi con meno timore reverenziale, il che non vuol dire esprimersi meglio, dall’altro lato aumenta il rischio di malintesi, di dissapori e conseguenti divisioni causate dalla diversità di vedute con conseguenti abbandoni che potrebbero saltare fuori durante incontri, riunioni programmate, ma anche casuali come dopo la Messa, dentro o fuori la chiesa. Ciò che prima veniva accettato, ora, col tempo potrebbe non esserlo più. Oppure quando ci si chiude troppo nei gruppi, nelle associazioni, è come nelle stanze che rimangono chiuse per troppo tempo, l’aria diventa viziata e se per caso si apre la finestra può entrare dell’aria fresca tutta di un colpo e a qualcuno può dar fastidio e potrebbero incominciare a prendere piede pensieri e mormorazioni non troppo piacevoli. Ma per fortuna, in questa nostra comunità questi problemi ancora non esistono, come in questo periodo si stanno vaccinando persone sane, queste considerazioni si possono paragonare a delle punture volte a stimolare il sistema immunitario della parrocchia, affinché rimanga sempre immune da discordie e divisioni, lo sappiamo, prima era più facile, adesso è necessario un sforzo maggiore ed ancor di più un maggiore spirito di ‘sopportazione’ reciproca, senza imporsi sugli altri, senza ‘strafare’, ma allo stesso tempo senza avere timore uno dell’altro. Leggendo e rileggendo e continuando a rileggere il capitolo 12 della Prima lettera ai Corinzi, in particolare i versetti dal 12 al 26, allora sì che il vento dello Spirito Santo non ci è fastidioso ma diventa una brezza leggera, piacevole, gradevole che sanifica, porta sollievo e refrigerio. Così anche la diversità di opinione, anche la critica costruttiva, se fatta in buona fede, senza offendere, schernire, senza ‘menà zeppate’ come diciamo noi qui, diviene un’occasione di riflessione, di crescita spirituale, ma San Paolo in quella lettera e non solo, è stato superlativo e non c’è da aggiungere altro. Lo Spirito porta ad aprirci al mondo, al dialogo, al confronto senza sopraffazione tra diverse mentalità, queste sembrano frasi fatte, altre però sono meno scontate come l’apertura e la comunione reciproca tra le diverse e piccole realtà ecclesiali del nostro paese, nei secoli scorsi e fino a pochi decenni fa questa non è stata un cosa facile, già quelli di un altro ‘casale’ venivano considerati come stranieri, c’era rivalità, anche per cercare di superare tutto ciò è stata costruita la chiesa Madre, la ‘collegiata’. Nei decenni scorsi quante volte Don Raffaele ci ha parlato di queste cose, dello spirito di comunione e di unità interparrocchiale e non sempre è stato compreso, anzi, è stato più volte frainteso, specie dalle parti della Piazza ad andare in giù. Ma anche nella stessa parrocchia, dopo l’accorpamento, forti le sue espressioni con il quale ci invitava all’unità “Se è festa a S.Pietro è festa per tutta la comunità” oppure diceva “Posso prendere questo evangeliario e portarlo da S.Pietro a S.Michele o viceversa, perché esso fa parte della parrocchia e la comunità ora è una sola”. Perciò è bello far parte e partecipare nella propria parrocchia, il proprio gruppo, associazione, confraternita, ecc. Ma senza chiudersi, perché è ancora più bello sentirsi parte di un progetto più grande, di una visione di identità comunitaria, senza più paragoni, rivalità, diffidenze o addirittura quasi disprezzo reciproco, forse di più da parte di quelli dei ‘casali di sotto verso quelli di sopra’ di cui rimane qualche traccia ancora ora. Nel corso degli anni, luoghi o simboli come il SS.Salvatore hanno contribuito molto nel ritrovarci insieme, ma il tempo, il periodo storico, le contingenze, ci impongono, un ulteriore passo, dopo l’inverno delle prove a cui siamo stati sottoposti in cui ci siamo compattati, è tempo di pensare al tempo di primavera che prima o poi arriverà e sarà seguito dalla canicola estiva, anch’essa potrà metterci di nuovo alla prova, e allora sarà bene tenersi pronti e sarà meglio prepararsi, che tutta la comunità cattolica montellese si prepari, perchè se ci prepariamo prima sarà meno traumatico, diceva Don Raffaele, l’ultima volta che io sappia, lo disse durante la novena del Carmine qualche anno fa, con la nostra preghiera i sacerdoti non mancheranno, ma per il resto potrebbe cambiare tutto.
    Avevo deciso di non scrivere più, l’avevo promesso, ma ci sono ricascato, qualche giorno fa, rileggendo lo scritto di Don Raffaele “Voglia di crescere e di restare piccoli…” del 1995, ho deciso di ‘sporcarmi personalmente’, di permettermi di fare qualcosa per la comunità, anche se nessuno mi ha autorizzato, nel limite delle mie possibilità, anche sbagliando, anche non essendone capace, anche se a qualcuno può non piacere, accettando anche le critiche, se costruttive. Che l’arcangelo Michele difenda per sempre la nostra comunità parrocchiale, con l’intercessione della Madonna del Rosario, affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo. Buona festività a tutti!
    Vi lascio con le parole, sempre attuali, scritte da Don Raffaele, 26 anni fa, fu un periodo particolare anche quello, in cui tracciava il bilancio della visita pastorale del vescovo di allora, la situazione è molto cambiata, ma ci sono alcune analogie con la situazione attuale.
    [ “Le indicazioni avute e date dall’Arcivescovo possono essere diverse: voglia di fede, di partecipazione alla realtà ecclesiale del paese, voglia di unità ma pur sempre nella propria diversità parrocchiale di tradizioni spirituali. Si potrebbe dire che i laici si sono affacciati alla finestra per osservare il mondo ecclesiale di Montella in una realtà tanto complessa ecclesialmente quale quella di Montella, solo pochi fedeli hanno avuto il coraggio di lasciare la finestra e di scendere nel campo della chiesa per seminare, pulire, rassodare, concimare, sporcarsi personalmente e respirare l’aria della nostra vita ecclesiale. Voglia il Signore farci comprendere che, se non lasciamo i campanili delle nostre parrocchie, le finestre della nostra cultura e ci mettiamo a lavorare seriamente con impegno nel campo del Signore, saremo sempre piccoli ed essere piccoli talvolta conviene. Che il Salvatore vigili e ci illumini per le prossime scelte ecclesiali che dovranno essere fatte per meglio servire e far sviluppare il popolo santo che è in Montella. Amen ”]

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